intervista a Tunaman realizzata a cura di Gianni Palmisano giorno 14 ottobre 2006

 

 

 

Dove e quando nasce la passione per la musica reggae?
 
Era il 2000 credo, in quel periodo facevo tanto blues, e stava incominciando a diventare pesante per le mie orecchie,
capii che dovevo cominciare a cercare un sound piu fresco, piu sincero...in pratica mi sono stancato di tutti quegli assoli,
che servivano solo a dimostrare che conoscevi le scale e che eri veloce...ma gusto e creativita sono due cose completamente
diverse...capii che il reggae grazie alla sua semplicità e freschezza poteva essere la mia musica e allora cercai di
approfondire l'argomento incominciando con l'ascoltarlo, leggere qualche libro, poi nacquero i Rastaker roots (il mio primo gruppo reggae) e da quel giorno nn mi sono piu fermato...   


Hai un artista al quale ti sei ispirato/a?
 
In verità non mi sono ispirato agli artisti...ma ai forti ideali di questa musica, e di consegueza a quelle persone che l'hanno trasmessa a noi, come l'inventore dei "groundation" Rodney o ancora lo scrittore Horace Campbell...o lo stesso Marley che con i suoi concerti ha rappresentato un ponte tra la nostra cultura e la piccola isoletta dei caraibi...

Quali sono le tematiche che affronti nelle tue canzoni e cosa vorresti che la gente apprendesse dai tuoi testi?
 
Una cosa che ho imparato dal reggae è proprio il fatto di prendere coscenza dei problemi che ti affliggono da vicino, quelli che stanno nella tua città, nel tuo quartiere, se non si sta bene noi stessi come pensiamo di poter fare stare bene gli altri?
Quindi quando devo scrivere qualcosa mi basta guardare Palermo...e in particolare le sue storie di mafia, disoccupazione, povertà, parlo della mia gente, del mio attaccamento alla mia terra e lo faccio in maniera molto schietta...senza tanti giri di parole, per far si che l'ascoltatore capisca esattamente quello che ho da dire...

 
Cosa ti spinge a fare musica sapendo che bisogna contare solo sulle proprie forze?
 
OH ma questo non è sempre vero...già ad un concerto quando vedi che la gente è presa bene e vuole stare a sentirti, sai di poter prenderere forza anche da loro...funziona cosi, se no farei musica per sentirmela io a casa mia...ci sono dei momenti difficili dove sei solo e pensi di non avere piu forza, è vero, ma poi succede qualcosa di bello che ti
ricarica e sei gia un'altra persona pronta a fare nuove cose.

Quanto è difficile fare musica al sud?
 
Musica al sud? Beh è abbastanza complesso...il problema non è la musica, ma la gente che ti circonda...beh penso che quando vieni criticato solo perche porti i capelli o ti vesti in un certo modo, il tuo lavoro si complica il doppio, perche poi lo dovrai esporre anche a questa gente, non puoi fare finta che non esistano, infatti secondo me
non si può sempre parlare delle difficoltà economiche, i soldi per il disco si trovano, ci si deve impegnare di più a combattere "l'ignoranza" di questa gente per far nascere, scusate la citazione, davvero un fiore nel cemento.

 
Cosa pensi della crescente diffusione della musica reggae in Sicilia ma anche nel resto della penisola Italiana?
 
Beh qualcuno direbbe "è la gallina dalle uova d'oro"...no in realtà penso un'altra cosa...questa musica ha un grande potere persuasivo, e gli ideali contenuti all'interno fanno si che questa cultura, che apparentemente non ci appartiene, si possa avvicinare sempre di più a noi Italiani ed in particolare Siciliani aiutata anche dal fatto che chi ci governa ci sta facendo diventare sempre piu poveri, sempre più schiavi del consumismo, sempre più inermi di fronte ai sopprusi che i governi di tutti i colori ci infliggono ogni giorno...quindi sono contento che questa musica prenda sempre più piede,in Sicilia, in Italia, all over the world, il reggae è l'unico modo per combattere tutto questo _Real Revolutioner_  

Questa estate abbiamo avuto modo di seguirti al Suburbana. Descrivici le tue emozioni qui a Taranto.
 
Oh Dio, la prima volta che sono venuto a Taranto sono stato al Maricoleva e dissi -"Vaffanculo citta di merda"- poi invece è passato del tempo, sono tornato a suonare con trinakriu, ho conosciuto la gente giusta ed è cambiato tutto...sono tornato poi su invito di Fido GUido per registrare il disco, e credo di aver avuto una delle esperienze piu belle della mia vita...ho conosciuto Paolo VI che mi ha fatto sentire subito a casa, piena di bambini che urlano e di persono in gamba, che devono combattere ogni giorno per sopravvivere, ma sempre con il sorriso stampato in faccia...ho capito meglio i problemi della città tramite i ragazzi dei comitati, che mi hanno aperto gli occhi su quella "fabbrica di minchia" che uccide più persone di quelle che ci lavorano, ho visto da vicino la realtà atroce della marina americana...Taranto mi è rimasta nel cuore...e il ricordo più
bello è stato proprio al Suburbana quando mi si è avvicinato un picciriddu e mi ha detto  -" ho sentito il tuo disco...minchia che bello"-  


La canzone che preferisci fra quelle che hai scritto?
 
Beh ci sono tante canzoni nel disco che mi piacciono per motivi diversi, che ne so?... "Vento ca sciuscia" mi piace perche l'ho registrata con questo picciottone che conoscete tutti...
Oppure "Minchia che bello" mi piace perchè parla di Palermo e dei miei amici più cari...forse la canzone che mi piace di più è proprio
"Niente Uguale"...l'ultima canzone del disco forse perchè è l'unica che parla di me, e anche perchè parla di una realtà che ci colpisce tutti e cioè il fatto che le cose cambiano indistintamente dal fatto se lo vogliamo o no.

 
I tuoi progetti per l'immediato futuro?
 
Ok a questo punto penso che sarà un anno di concerti in giro per la promozione del disco (speriamo), comunque ho già cominciato a lavorare al prossimo disco reggae che spero uscirà per l'estate prossima...poi sto continuando a lavorare ad un progetto elettro/hiphop/dancehall un esperimento che stiamo portando avanti da un anno e che darà vita ad un disco cantato a due voci da me e mio compare Kayaman prodotto dai NINO..e intanto continuo ad imparare qualcosa in più grazie ai NUKLEARTE che sono un gruppo storico di Palermo che ha partecipato più volte al Womad di Peter Gabriel...
insomma va il lavoro non manca...   
 

Credi che il reggae stia diventando un business?
 
Ahahahahah...il reggae è già un bisiness, l'italia per esempio ha giaàle sue lobby nelle varie citta'...ed è inutile fare ancora finta di niente...nessuno si è mai chiesto perchè un dubplate costa 300 euro? Forse perchè dietro ai cantanti reggae ci sono delle etichette che li sfruttano? Io la verità non la so...ma sono sicuro che se ancora nn è business lo diventerà presto...
La cosa positiva è che quando le cose sono fatte solo di cuore, per fortuna nostra, si riconoscono...   ciao a tutti!!!